Strategia di ricerca
Banche dati e cataloghi giusti per la tua disciplina, parole chiave, criteri di selezione e di esclusione.
Supporto universitario su misura
Ricerca delle fonti, scelta dello stile citazionale, uniformita' tra testo e bibliografia finale e gestione dei riferimenti senza perdere giorni a sistemare virgole.
Prima valutazione della richiesta senza impegno.
Il perimetro esatto si definisce dopo aver visto il tuo materiale: quelli che seguono sono gli interventi tipici.
Banche dati e cataloghi giusti per la tua disciplina, parole chiave, criteri di selezione e di esclusione.
APA, Chicago, ISO 690, Vancouver o lo stile richiesto dal corso: uno solo, applicato con coerenza.
Allineamento tra citazioni nel testo, note e bibliografia finale, con eliminazione di doppioni e voci orfane.
Fonti normative, atti, rapporti di enti, dataset, materiali d'archivio, contenuti online con data di consultazione.
Impostazione di Zotero o Mendeley per non rifare il lavoro a mano alla prossima modifica.
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Dicci quale stile ti hanno chiesto e quante fonti hai: partiamo da li'.
Una bibliografia solida non e' una bibliografia lunga. Contano pertinenza, autorevolezza e attualita': meglio venti riferimenti scelti che ottanta accumulati per riempire pagine.
Per la maggior parte delle discipline il punto di partenza sono i cataloghi di ateneo e le banche dati disciplinari a cui la tua universita' e' abbonata, spesso accessibili gratuitamente con le credenziali istituzionali anche da casa.
Ogni stile citazionale ha le sue regole, ma il principio e' sempre lo stesso: chi legge deve poter risalire alla fonte esatta, pagina compresa. La citazione diretta va tra virgolette con il rimando puntuale; la parafrasi va comunque attribuita.
L'errore piu' frequente non e' scegliere lo stile sbagliato: e' mescolarne tre. Un criterio unico applicato ovunque vale piu' della perfezione filologica su una singola voce.
Il plagio involontario nasce quasi sempre da appunti presi male: si copia un passaggio per comodita', mesi dopo non si ricorda piu' che non era proprio.
La prevenzione e' banale e funziona: nei tuoi appunti distingui sempre citazione letterale, riformulazione e commento personale, e porta con te il riferimento fin dal primo momento.
Non c'e' un numero valido per tutti: dipende da disciplina, tipo di tesi e indicazioni del relatore. Il criterio utile e' la copertura: il dibattito rilevante per la tua domanda deve essere rappresentato.
Come punto di partenza per orientarti si', come fonte citata di norma no. Usali per arrivare alle fonti primarie e cita quelle.
Quello indicato dal corso di laurea o dal relatore. In assenza di indicazioni, si sceglie lo stile piu' diffuso nella tua disciplina e lo si applica in modo coerente per tutta la tesi.
Si', soprattutto se la tesi e' lunga o se prevedi molte revisioni: cambiare stile citazionale a mano su duecento riferimenti e' un lavoro che nessuno vuole fare due volte.
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Raccontaci se stai preparando una tesi o un Project Work, a che punto sei e qual è la scadenza.